Il ponte su un mare di guai

 di Leo Spanu

Non parlerò del ponte sullo stretto di Messina perchè, a differenza dei tuttologhi televisivi, non ho le competenze ma da semplice cittadino posso esprimere la mia opinione sugli effetti politici di questa proposta così controversa. Partiamo dal fondo: la Corte dei Conti ha bocciato il progetto ma, nell'attesa delle motivazioni, alcune cose si possono dire in riferimento alle reazioni della politica.

Premessa. In una democrazia esistono tre poteri distinti e autonomi: esecutivo, legislativo, magistratura. Volendo si può aggiungere un quarto potere, quello della stampa. Al momento in Italia sembra esistere solo un potere, quello dell'esecutivo che reagisce sempre scompostamente alla reazioni degli altri tre. C'è un governo con un'ampia maggioranza parlamentare ma che ha il record dei voti di fiducia non solo perchè sempre in guerra tra i partiti che la compongono ma perchè si vuole togliere ogni valore al parlamento (potere legislativo) primo nemico. Anche la magistratura è un nemico che blocca ogni iniziativa politica: che la magistratura in Italia abbia più di un problema è sotto gli occhi di tutti ma che una classe dirigente sia piena di indagati e di condannati per corruzione e tanti altri reati non è certo colpa della magistratura. La stampa, per dichiarazione della stessa Meloni è un altro nemico, va evitata come la peste a parte i quattro, cinque giornali, pagati da noi perchè vendono poco o niente ma che vincerebbero il Nobel per il servilismo e la ruffianeria, se esistesse.

In pratica stiamo tornando ad una nuova forma di fascismo. Il fascismo, come tutte le dittature, odia ogni forma di controllo, vuole avere le mani libere per fare quello che gli pare e, se possibile, avere un uomo (o donna ) solo al comando. La proposta del premierato questo vuol dire perchè la storia della stabilità dei governi è una barzelletta visto che la Meloni è in sella da tre anni. A  proposito la signora si vanta che il suo è il terzo governo più longevo della storia: il fatto è che i primi due erano di Mussolini e di Berlusconi, non esattamente il meglio di democrazia.   

Stiamo tornando ad una nuova forma di fascismo perchè in realtà il fascismo non se n'è mai andato; non certo per quei cento o mille imbecilli che vanno a Predappio a piangere sulla tomba di Mussolini. Questo è solo folclore becero e sguaiato, il pericolo sta in quello che dice e che fa la destra italiana,  in maggior parte fascista, che pur comandando (no, non governano) col voto del 30% degli italiani, millanta di rappresentare il 100% del popolo quando poi cura solo gli interessi di chi li ha votati e dei poteri forti che dice di combattere e che invece rappresenta in pieno. Ma la colpa non è di Meloni e compagnia, la colpa è di quel 50% e più di italiani che ormai non vanno a votare: gli ignavi, quelli che che Dante non mandava neanche all'inferno perchè per loro è troppa grazia. 

Ma come dice il proverbio, chi è causa del suo mal pianga se stesso. E allora cari italiani, piantatela di lamentarvi e piagnucolare, la destra lo sa fare meglio di voi: quindi zitti e muti.

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