Raccontarsi con le canzoni

 di Leo Spanu

I versi delle canzoni pubblicate in questi ultimi tempi avevano altro da raccontare, oltre alla bellezza.

Perchè c'è un modo diretto ma anche indiretto di raccontarsi, con le parole degli altri, in particolare coi versi di una canzone. Ognuno di noi ha almeno una canzone che, in qualche maniera o magari involontariamente, ci lega ad un momento o ad un episodio della nostra vita, forse perchè esperienze comuni ci rendono compagni e amici e, quando il nostro pensiero si confonde, possiamo trovare un piccolo o un grande poeta che racconta quello che noi non sappiamo dire.

Scoprire che un altro ha provato le tue stesse emozioni diventa un momento positivo, un piccolo regalo che ci fa sorridere o commuovere per un attimo perchè poi la quotidianità ci chiama con la sua mediocrità e la sua volgarità. Si inventano frasi imbecilli da inserire in cioccolati cattivi, o in feste degli innamorati da gonfiare di retorica e si finisce col banalizzare anche quello che dovrebbe essere il motore vero della vita; l'amore. Ormai siamo fatti di pubblicità.

"Sono solo canzonette" cantava con cinismo ma a ragione Edoardo Bennato: abbiamo venduto la poesia della vita per cinque minuti di finta gloria, abbiamo spogliato i nostri sentimenti e li abbiamo esposti nudi alla curiosità morbosa della gente. Abbiamo regalato il nostro presente a spacciatori di sogni, a menzogneri seriali, ad avvelenatori di emozioni. Lo facciamo in cambio di niente ma come cani abbandonati cerchiamo padroni che ci prendano a calci in culo e siamo pure contenti.

E io che ho sempre creduto di giocare con la vita adesso mi ritrovo vecchio, senza un futuro da regalare a nessuno. Abbiamo creato, per ignoranza, per ignavia, o forse in mala fede, un sistema che ingoia e digerisce tutto e ora non riusciamo più a fermare questa macchina infernale che cresce nutrendosi di odio, di dolore, di morte, di guerra. Per sopravvivere inventiamo mille scuse che possano darci conforto  o un attimo di pace ma poi passato l'effetto placebo ritorniamo ad avere paura.

E allora mi rituffo nei miei ricordi con gli amici di ieri, con le canzoni e tutto quello che ho sognato, vissuto e poi ho perso. Devo chiedere scusa a tutti i giovani se oggi devono vivere in un mondo impossibile, devo chiedere scusa anche se non sono colpevole, ma non riesco a regalare a nessuno neppure una speranza. Eppure non ero così come mi vedete oggi, vecchio e stanco. Io ero come mi cantavano le mie cento canzoni: un sognatore con gli occhi spalancati sul futuro.

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