Furto di Stato
di Leo Spanu
da Linkedin trascrivo un pezzo di Giorgio Trani, pubblicato il 21aprile.
Te lo prende tre volte.
Prima ti tassa il reddito, con un’IRPEF che divora fino al quarantatré per cento, addizionali regionali e comunali che si accumulano come parassiti su parassiti, contributi previdenziali che finanziano un sistema pensionistico che non vedrai mai intero. Poi, quando con quello che resta ti permetti di acquistare qualcosa, arriva l’IVA al ventidue per cento, le accise, le imposte di registro, catastali, ipotecarie. Infine, su ciò che possiedi dopo aver già pagato due volte, cala l’IMU, l’imposta di bollo, l’IVAFE, la TARI. Tre morsi sullo stesso pezzo di carne.
La doppia imposizione non è l’eccezione. È il progetto. Gli utili di un’impresa vengono tassati al momento della produzione, poi tassati di nuovo come dividendi quando escono dalla società verso chi li ha rischiati e guadagnati. Lo stesso euro macinato due volte dallo stesso meccanismo, con la faccia tosta di chiamarlo sistema progressivo.
E non finisce mai. Compri casa con soldi già tassati, paghi l’IVA o l’imposta di registro, poi ogni anno versi l’IMU su qualcosa che hai già comprato, con soldi già tassati, su cui hai già pagato l’imposta al momento dell’acquisto. Muori, e anche la morte è imponibile.
Nel 2025 la pressione fiscale ha superato il quarantatré per cento del PIL, con uno dei divari più alti dell’Eurozona. E in cambio? Ospedali al collasso, scuole fatiscenti, infrastrutture da terzo mondo, burocrazia kafkiana. Stato, Regioni, Comuni: un carnevale permanente di esattori senza volto e senza vergogna, dove nessuno è davvero responsabile ma tutti hanno il potere di tassare.
La truffa non sta in un’aliquota. Sta nella geometria del prelievo, in questa spirale in cui ogni atto della vita economica, guadagnare, spendere, possedere, ereditare, genera un nuovo tributo su denaro già consumato dal tributo precedente. Ti hanno convinto che sia normale. È la normalizzazione della rapina.
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