E anche per quest'anno niente mondiali
di Leo Spanu
Non ho mai amato il mondo del calcio ma, come uomo di sport (35 anni di attività come dirigente e tecnico di atletica leggera) apprezzo tutti gli sport. Ritengo lo sport una delle poche attività che ancora riesce a regalare, a giovani e a vecchi, occasioni di speranza e di gioia, in un periodo dove troppi signori della guerra stanno seminando nel mondo dolore e paura.
Ma ho il sospetto che il calcio italiano, sia in mano a gente incapace e incompetente, che il calcio italiano sia addirittura la brutta copia di un brutto governo, il peggiore nella storia della repubblica italiana.
Sarebbero dilettanti allo sbaraglio se si trattasse di una "Corrida" televisiva dove si gioca e si scherza, ma il governo di un paese, la gestione di uno sport che appassiona milioni di sportivi e tifosi non sono temi da affidare ad apprendisti stregoni, pure scappati casa.
Ci sono stati momenti in cui lo sport ha avuto anche importanti e positivi effetti politici, un solo esempio: la vittoria di Gino Bartali al tour di Francia del 1948 (14 luglio) servì a calmare le tensioni che con rivolte, scioperi e manifestazioni varie stavano colpendo l'Italia per l'attentato a Palmiro Togliatti (14 luglio) segretario del Partito Comunista. Non so se questa narrazione è vera però mi piace pensare che lo sia.
Su un piano diverso (e qui parliamo di calcio) la vittoria del Cagliari nel campionato 1969-70 con un immenso GIGI RIVA, fu un momento di riscatto di una regione che in quei tempi era mal vista per via triste fenomeno dell'Anonima Sequestri. Io abitavo a Brescia in quegli anni e non seguivo il calcio, ma da sardo (in esilio) ringraziai quei giocatori che avevano regalato un sorriso alla mia Sardegna.
Lo sport è una pagina pulita della vita di un paese, smettiamo di sporcarla per incapacità, malafede e interessi di parte.
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