Canzoniere 2: Luigi Tenco
di Leo Spanu
Ti ricorderai di me (1961)
Ti ricorderai di me
quando perduto mi avrai
quando riderò
dei sogni che per te ho sognato.
Mi sono innamorato di te (1962)
Mi sono innamorato di te
perchè non avevo niente da fare
il giorno volevo qualcuno da incontrare
la notte volevo qualcosa da sognare.
Angela (1962)
Angela, Angela, angelo mio
io non credevo che questa sera
sarebbe stato davvero un addio
Angela credimi, io non volevo.
Io si (1962)
Io si
che t'avrei insegnato
qualcosa dell'amore
che per lui è peccato
io si
t'avrei fatto sapere
quante cose tu hai
che mi fanno impazzire
ma ormai
Cara maestra (1963)
Egregio sindaco
mi hanno detto che un giorno
tu gridavi alla gente: Vincere o morire.
Ora vorrei sapere come mai
vinto non hai, eppure non sei morto.
Al posto tuo è morta tanta gente
che non voleva nè vincere nè morire.
Ragazzo mio (1965)
Ragazzo mio, un giorno ti diranno che tuo padre
aveva per la testa grandi idee
ma in fondo, poi non ha concluso niente.
Non credere no, vogliono fare di te
un uomo piccolo, una barca senza vela
ma tu non credere no, che appena s'alza il mare
gli uomini senza idee, per primi vanno a fondo.
Vedrai, vedrai (1965)
Preferirei sapere che piangi
che mi rimproveri d'averti delusa
e non vederti sempre così dolce
accettare da me tutto quello che viene.
Mi fa disperare il pensiero di te
e di me che non so darti di più.
Se sapessi come fai (1966)
Se sapessi come fai
a fregartene così di me
a sapere così bene
fino a che punto ho bisogno di te
a saperlo così bene
ancor meglio di me.
Lontano, lontano (1966)
E lontano, lontano nel mondo
in un sorriso sulle labbra di un altro
troverai quella mia timidezza
per cui tu mi prendevi un pò in giro.
E lontano, lontano nel tempo
l'espressione di un volto per caso
ti farà ricordare il mio volto
l'aria triste che tu amavi tanto.
Un giorno dopo l'altro (1966)
E gli occhi intorno cercano
quell'avvenire che avevano sognato
ma i sogni solo soli sogni
e l'avvenire ormai è quasi passato.
Un giorno dopo l'altro
la vita se ne va
e la speranza ormai è un'abitudine.
Guarda se io (1967)
A volte io vorrei
che tu non fossì così come sei
ma in fondo non so neppure io
cosa vorrei.
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