Canzoniere 1: Fabrizio De Andrè
di Leo Spanu
Il fannullone (1963)
Lei tornerà in una notte d'estate
l'applaudiranno le stelle incantate
rischiareranno dall'alto i lampioni
la strana danza di due fannulloni.
La luna avrà dell'argento il colore
sopra la schiena dei gatti in amore.
Fila la lana (1965)
Fila la lana fila i tuoi giorni
illuditi ancora che lui ritorni
libro di dolci storie d'amore
chiudi le pagine sul suo dolore.
Per i tuoi larghi occhi (1965)
Tutto quello che ricordo di te
di quegli attimi amari
sono i tuoi occhi chiari.
Geordie (1966)
Salvate le sue labbra, salvate il suo sorriso
non ha vent'anni ancora
cadrà l'inverno anche sopra il suo viso
potrete impiccarlo allora.
Amore che vieni, amore che vai (1967)
Quei giorni passati a rincorrere il vento
a chiederci un bacio e volerne altri cento
un giorno qualunque li ricorderai
amore che fuggi da me tornerai.
Il testamento (1966)
A te che fosti la più contesa
la cortigiana che non si dà a tutti
ed ora all'angolo di quella chiesa
vendi le immagini ai belli ed ai brutti
lascio le note di questa canzone
canto il dolore della tua illusione
a te che sei per tirare avanti
costretta a vendere Cristo e i santi.
Via del Campo (1967)
Via del Campo c'è una graziosa
con le labbra color di foglia
tutta notte sta sulla soglia
vende a tutti la stessa rosa.
Girotondo (1968)
La guerra è già scoppiata, Marcondiro'ndera
la guerra è già scoppiata chi ci aiuterà.
Ci aiuterà il buon Dio, Marcondiro'ndera
ci aiuterà il buon Dio, lui ci salverà.
Buon Dio è già scappato, non si sa dove
Buon Dio se n'è andato, chissà quando ritornerà.
Inverno (1969)
Sale la nebbia sui prati bianchi
come un cipresso nei camposanti
un campanile che non sembra vero
segna il confine tra le terra e il cielo.
Tre madri (1970)
Con troppe lacrime piangi Maria
solo l'immagine di un'agonia.
Sai che alla vita, nel terzo giorno
Il figlio tuo farà ritorno.
Lascia noi piangere, un pò più forte
chi non ritornerà dalla morte.
Il pescatore (1970)
E chiese al vecchio: "Dammi il pane
ho poco tempo e troppa fame."
E chiese al vecchio: "Dammi il vino
ho sete e sono un assassino."
Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno
non si guardò neppure intorno
ma versò il vino e spezzò il pane
per chi diceva: "Ho sete, ho fame".
Un giudice (1971)
La maldicenza insiste
batte la lingua sul tamburo
fino a dire che un nano
è una carogna di sicuro
perchè ha il cuore troppo
troppo vicino al buco del culo.
Hotel Supramonte (1981)
Ora il tempo è un signore distratto, è un bambino che dorme
ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano
cosa importa se sono caduto, se sono lontano
perchè domani sarà un giorno lungo e senza parole
perchè domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole.
Le nuvole (1990)
Vanno, vengono
per una vera mille sono finte
e si mettono lì, tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.
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