Sogno o son mesto

 di Leo Spanu (aprile 2016)

Nella lista (lunghissima) degli sfigati Francois Desprez, disegnatore francese del XVI secolo, merita un posto d’onore.  Le notizie biografiche sul suo conto sono quasi a zero mentre il suo lavoro più importanteLes songes drolatiques de Pantagruel… par recreation des Esprits  Bons (I sogni umoristici di Pantagruel .. per il divertimento di spiriti buoni) fu pubblicato nel 1572 indicando come autore Rabelais. Ancora oggi, malgrado sia chiaro che il vero autore di quella raccolta di strani disegni è Desprez, molte riedizioni e altrettanti critici continuano ad attribuire l’opera a Rabelais. 
Quindi il signor Desprez è destinato a rimanere per sempre un signor nessuno. Ieri come oggi conta il nome. Se scrivi ” Delitto e castigo” ma ti chiami Antonio Rossi benemerito e anonimo cittadino della ridente cittadina di Nonsodove, ti snobba anche l’ultimo editore perduto in fondo allo stivale. Invece se sei un VIP, dal calciatore analfabeta al protagonista del “giallo del secolo”, dall’imbecille televisivo che sa tutto di tutto e tutti alla puttana in gloria, allora puoi scrivere un bel niente vestito di parole. Magari rischi di vincere il Nobel per la letteratura. 
Rischio che non correva il nostro Desprez anche perché il signor Nobel non aveva ancora scoperto (inventato?) la dinamite. In verità non ho capito bene cosa ci sia di divertente nei disegni di questo sfortunato artista. Anche nel libro  Le recueil de la diversità des Habits  del 1565, pubblicato col nome di Francois de Serpz (nome certo allusivo ma che contribuisce ulteriormente a rendere ignoto l’autore) i disegni rappresentano bizzarri personaggi quali uomini fallo, uomini lumaca, rane antropomorfe, donne tamburo e altre mostruosità. I suoi più che sogni sono incubi. 
I mostri di Desprez sembrano  l’evidente conseguenza o di una brutta indigestione o di una fame antica. Farebbero quasi paura se non fosse per quei rigonfiamenti che adornano il basso ventre. Così papi, re, imperatori, uomini ricchi e potenti vengono rappresentati tutti con un bel fardellone priapesco. 
I poveracci invece no, loro hanno piccolo anche il pisello. Che ingiustizia!








Anche Salvador Dalì rimase colpito dai disegni di Desprez e ne rifece alcuni a modo suo.

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