Papa Leone XIV

 di Leo Spanu

Confesso che quando è stato eletto il nuovo Papa sono rimasto molto freddo: non solo perchè americano ed io non sono un estimatore della politica USA, specialmente oggi. A parte il cinema e la musica (e devono ringraziare l'Africa) gli USA non hanno regalato al resto del mondo granchè di positivo:  la loro specialità è un'altra. Dicono di esportare democrazia ma, a parte due bombe atomiche sul Giappone, sono sempre stati dispensatori di colpi di stato, di guerre e di un capitalismo feroce  e senza scrupoli.

Ma il motivo della mia freddezza verso la chiesa è naturalmente altro: da ateo convinto diffido delle religioni in genere. Del cristianesimo di ieri ne parla la storia e non è stata una storia felice, l'islam di oggi è anche peggiore.  Ma, anche chi non è credente non può negare il peso e i condizionamenti che le religioni hanno sempre esercitato ed esercitano nella nostra società per cui, almeno io, cerco di essere attento alle influenze della religione cattolica sulla nostra quotidianità.

Succedere a Papa Francesco non era facile perchè  Francesco godeva della stima e del rispetto anche dei non credenti. Certo, ci sono temi su cui uno come me non potrà mai essere d'accordo con la chiesa (vedi aborto e fine vita) ma su altri argomenti di grande importanza sociale come il fenomeno delle migrazioni dai paesi poveri verso i paesi ricchi, il papa ha detto cose condivisibili.

Oggi Papa Leone, a Lampedusa, ha deposto un mazzo di fiore sulla povera tomba di una delle tante bambine annegate durante la traversata del Mediterraneo. Non lo credevo possibile ma mi sono commosso e la mia stima per questo Papa americano è salita di molto. In realtà il Papa di oggi mi sembra molto cambiato rispetto quello di un anno fa, sarà il ruolo ma mi pare che anche lui stia diventando, come Papa Francesco, l'unico difensore di tutta quell'umanità che fugge dalla fame, dalla miseria, dalle guerre alla ricerca di un futuro di una vita migliore, e il suo invito ad accoglierla mi sembra la sola scelta seria da fare in una società che si definisce democratica e che invece si nutre di odio, di rancore, di razzismo.

La chiesa che si erge come solo muro valido contro l'ignoranza, la violenza, l'ingiustizia, l'ipocrisia, l'intolleranza, non mi fa cambiare idea ma mi fa sperare che ci possa essere davvero un domani diverso, che parli di pace, di amore come predicava un tipo che, duemila anni fa, si fece inchiodare su una croce per farcelo capire. Ma noi lo sapremo capire?


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