Self- made men, underdog e carichi residuali
di Leo Spanu
Molti anni fa (diciamo anni 70) quando non avevamo ancora la mensa aziendale, durante la pausa pranzo, me ne andavo con la mia 500 color sabbia a mangiare a Balai (Porto Torres): due panini con la gruviera, una birra, un libro di fantascienza e il mare del golfo dell'Asinara davanti agli occhi.
Non ricordo nè titolo nè autore (mi spiace di non poterlo citare) ma un raccontino mi divertì parecchio. In una società (futura) ultra consumistica c'era il problema della troppo spazzatura da smaltire. Un giorno, uno scienziato scoprì un buco nero proprio vicino alla terra: qualcuno pensò che poteva essere una specie di pozzo senza fondo, una discarica infinita. Un'idea geniale, per decenni il buco nero fu una soluzione perfetta, niente più mondezza sulla nostra amata terra. Poi, un giorno, in molte parti del mondo, si sentirono dei gorgoglii, come dei brontoli della pancia: quelli che mio fratello chiamava con un neologismo, "gorgoglioni" perchè (diceva) si fanno sentire nei momenti meno opportuni e quindi rompono i c...i.
Nel frattempo i rumori provenienti dal sottosuolo divennero sempre più numerosi e più rumorosi finchè un bel giorno ( si fa per dire) si aprirono cento, mille vulcani e dalle loro bocche uscirono non lava ma i miliardi di tonnellate di mondezza che gli uomini avevano gettato nel buco nero.
Per molti pensatori che hanno un buco nero al posto del cervello e del cuore, anche i "migranti" sono spazzatura.
Quindi anch'io, come Giorgio Gaber, mi chiedo: Il migrante, dove lo metto?
Certo, lo posso spedire in Papuasia ma quello mi ritorna dalla Groenlandia mascherato da esquimese: lo spedisco nel Congo ex Belga e quello mi ritorna dall'altro Congo. Il deserto del Sahara, quello del Kalahari, quello dei Gobi si ribellano ad un uso cimiteriale: ci sono giorni, qui da noi in Sardegna che, invece di piovere acqua, piove sabbia del Sahara. Pazienza se cose e persone diventano rosse come triglie ma se un giorno ci piovono in testa cadaveri? Sarebbe spiacevole e poi dove li mettiamo?
Anche il mar Mediterraneo è leggermente indisposto, tra barcacce piene di povera gente che affondano e aerei che vanno a bombardare a destra e a manca, vuole cambiare nome e acquisire quello di un suo cugino: mare Morto.
Insomma ci vuole un buco nero per nascondere anche la nostra umanità.
Diceva (sempre lui!) Giorgio Gaber (da L'odore): "Mi son fatto tutto da me, mi sono fatto tutto di merda".
Il riferimento alle persone di potere è naturale e logico.
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